Ho una amica che ha due bambini di 4 e 2 anni circa, sono molto educati e gentili, e giocano insieme senza eccessiva difficoltà. Qualche volta capita che il maschietto (più grande) la spinge via con garbo, a volte con insofferenza. La bambina piange (qualche volta a ragione) e viene subito fatta oggetto di comprensione e il fratellino viene punito a "tempo determinato" mandandolo nella sua camera perchè capisca che non deve spingere la sorella. Anche se cerco di non intervenire, qualche volta vorrei far presente a questa mia amica che anche i bambini hanno il loro "spazio personale". Alcuni bambini, in momenti per loro particolari, reagiscono come gli adulti, se qualcuno gli si avvicina tanto da invadere lo" spazio personale", cercano di riguadagnarlo. Penso che a volte bisognerebbe che questa mia amica facesse capire al bambino che deve lui stesso chiedere alla sorellina di non invadere i suoi spazi personali quando vuole stare da solo. E che dovrebbe far capire alla bambina che se non rispetta il desiderio di suo fratello sarà lei punita a "tempo determinato" andando nella sua stanza. Un po di rispetto anche tra fratelli credo che si possa far comprendere gia da piccoli. Le regole sono una bellissima opportunità per crescere ed è giusto che ce ne siano anche per proteggere la "privacy" (chiamiamola così) dei fratelli. In fondo chi ha avuto una sorella lo sa quanto sia "insopportabile" doverla "sopportare"... qualche volta. Cosa ne pensi? Grazie.

asked 07 Mar '10, 09:36

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antonietta
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Non ancora ma penso che la prossima volta che la vedo le parlerò di questo argomento. Infatti io ho avuto due figli, maschio e femmina con 4 anni di differenza, e benchè consapevole delle difficoltà del maschietto, credo di averlo comunque caricato della responsabilità di "fratello maggiore" a volte in modo eccessivo: portarla a giocare in cortile, stare attento che non si facesse male, uscire la domenica e portare la sorella con lui..... Credo di non aver rispettato i suoi "spazi personali" per molto tempo e di questo mi dispiace. Forse avrei potuto comportarmi in modo diverso, non insistere... Ma non si può tornare indietro. Per questo spero che la mia amica non si offenda se le parlerò di questo argomento che mi sta molto a cuore. Poi crescendo saranno in grado da soli di decidere se fare cose insieme oppure no.

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answered 07 Mar '10, 21:53

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antonietta
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Ciao Antonietta, anche se concordo sul fatto che la cosa migliore è parlare all'amica poichè non posso entrare nel merito della discussione, sono d'accordo sul fatto che ognuno di noi, soprattutto i bambini, hanno il loro spazio personale.

Lo spingere la sorellina più piccola potrebbe essere anche solo un pò di gelosia; che ne pensi?

Anche se fosse per l'invasione dello spazio personale, io non ritengo opportuno punire per l'invasione di spazi, sicuramente spiegarlo alla piccola è la cosa migliore. Non pensi che, se fosse gelosia, il più grande approfitterebbe della punizione alla sorella per ripetere il "misfatto"?

Anche se è un mia idea, ho la convinzione che la punizione spetti a chi, con un determinato comportamento, procuri del male all'altro.

Come dice sempre Tracy Hogg già per quello che riguarda il neonato, è giusto mantenere un cerchio di rispetto, lei dice di immaginare un cerchio intorno al bambino, un limite immaginario che rappresenta il suo spazio privato. Per varcare questo spazio dobbiamo sempre chiedere il permesso, sia che dobbiamo prendere il bambino per cambiare il pannolino sia per qualsiasi altro motivo.

Un cerchio di rispetto si crea, sempre come dice la Hogg, seguendo alcuni principi, e cioè:

  • Quando stai con il bambino, lui deve essere oggetto della vostra totale attenzione in quel preciso momento.
  • Stimolare i pensi del bambino senza iperstimolarlo.
  • Creare un ambiente piacevole, interessante e sicuro.
  • Stimolare la sua indipendenza lasciandolo, all'inizio, giocare senza interagire. Questo gli permette di fare le sue personali scoperte.
  • Quando il bambino parla cerchiamo di creare, anche se con un bambino molto piccolo sarà difficile, un dialogo a due vie. Cerchiamo di capire la sua risposta, capire quando richiede un cambio di scenario, ecc..
  • Impegnare il bambino, ispirandolo, ma allo stesso tempo lasciarlo libero di decidere. Questo si può fare semplicemente parlando molto al bambino, dicendo quello che si fa per lui, raccontando le vicende quotidiane, mostrando fotografie di famiglia, indicando alcuni obiettivi come può essere un cagnolino o un altro bimbo, leggere libri, suonare e cantare per lui.

Spero che questi possano essere degli spunti di riflessione e aiuto per te e la tua amica.

Grazie per l'opportunità di parlare di questo argomento. :)

Ciao

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answered 10 Mar '10, 15:35

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tamara ♦♦
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Sono io che ringrazio te e ne parlerò con la mia amica appesa la vedrò in quanto adesso la sento solo a telefono. Sono daccordo sulla tua disamina che trovo giusta dai punti di vista bambino-adulto ma, ti invito ad una considerazione che a me ha fatto riflettere, da cui la prima domanda posta: e se (qualche volta)  la bambina provocasse il fratello perchè ha capito che viene punito quando lei piange? Credi che sia possibile che (qualche volta) lei si avvicini al fratello per "provocarne" la reazione? Sarebbe un comportamento relativamente inconsapevole, certo. Ma ho imparato che i bambini a volte ci lasciano senza parole con i loro comportamenti estemporanei :-)

Ciao e grazie.

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answered 10 Mar '10, 22:31

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antonietta
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Probabilmente hai ragione anche tu, Antonietta. In questo caso sarà il genitore a presenziare e ad interpretare l'accaduto. Se invece il genitore non fosse presente nel preciso momento in cui accade, dovrà riprendere tutti e due i bambini.

Ad ogni modo questo argomento che hai sollevato mi sta facendo riflettere e potrei forse a breve scrivere un articolo che riguardi questa fase delicata del bambino che sta ora scoprendo la propria personalità rapportata anche alle altre persone.

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answered 11 Mar '10, 14:20

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tamara ♦♦
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last updated: 07 Mar '10, 09:36

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